| Carriera [sintesi] |
2006 |
Fuori dal circuito WTA per un'operazione alla spalla destra. |
2005 |
Fuori dal circuito WTA per un'operazione alla spalla destra. |
2004 |
A gennaio, non partecipa all'Australian Open, a causa dell'infortunio all'anca
rimediato al Master del 2003. Torna in campo al torneo di Dubai, battuta nel match d'esordio dalla greca
Daniilidou. Al torneo di Doha raggiunge le semifinali, dove viene sconfitta molto nettamente dalla
Myskina (che poi vincerà il titolo); ancora per problemi all'anca, rinuncia ad Indian Wells e rientra al
TierI di Miami, dove subisce un'altra sconfitta da parte della Daniilidou (al terzo turno).
Sulla terra verde di Charleston viene sconfitta in tre combattuti set dall'ungherese Mandula.
Molto positiva è la stagione sulla terra europea: a Berlinooo, dopo aver sconfitto l'emergente Sharapova e la
Myskina (ottenendo la prima vittoria stagionale su una Top-Ten), viene fermata in semifinale dalla Mauresmo
(che vincerà il titolo). A Roma, sconfigge in semifinale Serena Williams, interrompendo una striscia negativa
di 8 sconfitte consecutive (l'ultima vittoria risaliva ai quarti di Wimbledon 2001) e perde sul filo la
finale (un match molto spettacolare) dalla Mauresmo. A Parigi, arriva la seconda vittoria consecutiva contro
la Williams, nei quarti, ma Jennifer perde in semifinale dalla Myskina (che poi vincerà il torneo).
Sull'erba di Wimbledon, Jennifer raggiunge i quarti, dove viene nettamente sconfitta da Serena Williams.
Per un problema ai tendini, è costretta a saltare Los Angeles, San Diego e le Olimpiadi di Atene.
Rientra all'Open del Canada (Montreal), dove viene sconfitta nei quarti dalla Likhovtseva in due set. A New
Haven, da detentrice del titolo, viene eliminata dalla Dechy nei quarti. Agli US Open, raggiunge per il
secondo anno consecutivo le semifinali (eliminando Serena Williams nei quarti), perdendo ancora 7-6 al terzo
dalla Dementieva, in un match giocato sui nervi.
A causa di un'influenza, rinuncia anche al torneo di Filderstadt.
Torna in campo (a quasi due mesi dal suo ultimo match) a Filadelfia, dove viene nettamente sconfitta nei
quarti dalla Zvonareva in un match che vale la qualificazione al Master. |
2003 |
Reduce dall'operazione ad entrambi gli occhi per la rimozione di uno pterygium,
inizia la stagione con due sconfitte al primo turno (a Sidney e agli Open di
Australia, dove era la detentrice in carica). Al torneo di Dubai, il terzo
della stagione, raggiunge la semifinale, dove viene sconfitta dalla futura
campionessa Henin in tre set. In tabellone a Indian Wells come testa di serie
n°2, raggiunge un'altra semifinale (fermata dalla connazionale Davenport, ancora
in tre set. A Miami raggiunge per il terzo anno consecutivo la finale, ma viene
sconfitta da Serena Williams nel giorno del suo compleanno. A Berlinooo si
ferma ancora una volta in semifinale, salvando due match-point nel secondo set
alla Clijsters (poi vincitrice), prima di perdere al terzo. Al Roland Garros
perde inaspettatamente al 4°turno dalla russa Nadia Petrova in un match molto
combattuto. Raggiunge ancora la semifinale al torneo di Eastbourne, fallendo
due match point sul 6-2, 5-3 contro la Rubin; torna anche a giocare in doppio,
in coppia con la spagnola Magui Serna, raggiungendo la sua terza finale in
carriera, sconfitta da Davenport/Raymond. Raggiunge i quarti a Wimbledon,
sconfitta in tre set dalla n°1 mondiale Serena Williams. A Stanford, ottiene
la seconda finale dell'anno, ma cede alla Clijsters. A San Diego, si ritira
all'esordio contro la Likhovtseva per un infortunio al pettorale, che la
costringe a fermarsi a lungo (oltre che a ritirarsi all'Open del
Canada). Trionfa a New Haven, conquistando il 14° titolo WTA in carriera,
stringendo i denti al secondo turno contro la Bovina e approfittando di due
ritiri in semifinale ed in finale (Mauresmo e Davenport). Raggiunge la terza
semifinale in carriera allo US Open e si porta per 10 volte a due punti dal
match, ma viene battuta dalla Henin (che poi vincerà il titolo) in un match
spettacolare ed emozionante, durato 3 ore e 3 minuti. Al Master di fine anno,
si infortuna abbastanza seriamente all'anca nel match di esordio contro la
Sugiyama, ma riesce comunque a qualificarsi inaspettatamente per la semifinale,
dove viene però battuta in tre set dalla Clijsters. Chiude la stagione al
sesto posto della classifica. |
2002 |
Si riconferma campionessa agli Australian Open (per la prima volta è testa di
serie n°1 in uno Slam), vincendo il terzo titolo dello Slam. In finale, ancora
contro la Hingis, recupera uno svantaggio di 4-6, 0-4, annulla quattro
match-point e chiude in tre set. Divenne la prima tennista n°1 in classifica a
conquistare uno Slam, dal 1998 (edizione vinta dalla Hingis, allora leader della
classifica). Rimane per sei settimane consecutive in vetta alla classifica,
prima di essere scavalcata da Venus Williams. Torna per tre settimane in cima
alla classifica. A Charleston, da campionessa uscente, si ferma in semifinale
(sconfitta da Patty Schnyder) e perde definitivamente la leadership in
classifica. In coppia con la Navratilova, ritorna a giocare in doppio (dopo
il 1991), al torneo canadese di Toronto. Termina la stagione in calando, con
alcune sconfitte ai primi turni (Filderstadt, Zurigo e Linz). Ai
Championships, viene fermata in semifinale da Serena Williams al terzo set,
giocando probabilmente la sua miglior partita indoor in carriera. Chiude la
stagione al n°3. A novembre si sottopone ad un'operazione chirurgica ad
entrambi gli occhi, per rimuovere uno pterygium. |
2001 |
Una stagione straordinaria. Si impone in Australia (conquistando il primo
titolo in uno Slam), partendo come n°12 del tabellone (diventa così la più bassa
testa di serie dell'era Open ad imporsi in uno Slam) ed eliminando Davenport,
Seles ed Hingis (le tre precedenti vincitrici). Rientra, dopo sette anni,
nella top-ten (al n°7). Conquista il Family Circle Cup di
Charleston. Trionfa anche a Parigi (secondo titolo dello Slam in carriera),
battendo Serena Williams, Marina Hingis e Kim Clijsters in finale, col punteggio
di 1-6, 6-4, 12-10 (questo è il terzo set più lungo della storia giocato dalle
donne a Parigi). Diventa la quinta donna al mondo a vincere a Melbourne e sulla
terra rossa di Parigi nello stesso anno, dopo Connolly, Court, Graf e
Seles. Negli altri due Slam, si ferma in semifinale. E' l'unica tennista
capace, nel 2001, di arrivare almeno alla semifinale in tutti i tornei del
Grande Slam. Raggiunge la prima posizione mondiale il 15 ottobre, divenendo
la nona numero uno del mondo nella storia, da quando furono introdotte, nel
1975, le classifiche computerizzate. Con un record di 56 vinte e 14 perse,
chiude la stagione al secondo posto. |
2000 |
Raggiunge a Melbourne la semifinale in un Grande Slam, dopo nove anni, perdendo
dalla connazionale Lindsay Davenport (che vincerà il titolo). Rientra, per la
prima volta dal 10 aprile '94, nelle top-twenty (al n°17). Conquista a
Lussemburgo, il nono titolo in carriera, superando in finale la bulgara
Magdalena Maleeva. Raggiunge la finale a Quebec City e fa semifinale a Zurigo
ed a s'Hertogenbosch. A Miami, sconfigge la n°6 del mondo, Serena Williams;
questa è la sua prima vittoria contro una top-ten, dal novembre '96. In
aprile si ferma per un'infiammazione al tendine d'Achille della gamba destra ed
in giugno è condizionata da un infortunio al gomito destro. Conquista, con il
team americano, la Federation Cup, imponendosi in singolare ed in doppio, nella
finale contro la Spagna. Si qualifica, per la prima volta dal 1993, al WTA
Tour Championships. Termina l'annata nelle top-twenty (n°14), per la prima
volta dopo sette anni. |
1999 |
E' per lei la miglior stagione degli ultimi sei anni. Vince due titoli in
singolare (Strasburgo e Quebec City). Raggiunge il quarto turno a Parigi e
agli Open statunitensi. Termina la stagione al n°23. |
1998 |
Raggiunge i quarti ad Amburgo (entra in tabellone con una wild card), a Palermo
e ad Amelia Island. A Wimbledon, vince il primo match in un Grande Slam, dopo
cinque anni. Il 6 aprile scende alla 267° posizione nel ranking (peggior
risultato in carriera). Chiude l'annata da n°101. |
1997 |
Ad inizio anno, giunge in finale a Sidney. Fa quarti ad Oklahoma City e ad
Hilton Head. Chiude l'anno alla posizione 66. |
1996 |
A quindici mesi dal suo ultimo match, riappare ad Essen (grazie ad una wild
card), raggiungendo i quarti di finale. Nella stagione vince contro 5 delle
top-twenty e raggiunge, a Chicago, la prima finale dal '93 (sconfiggendo la
Seles in semifinale), perdendo da Jana Novotna. Fa quarti a Zurigo, vincendo
al primo turno contro la Sabatini (all'ultimo match della carriera). Riappare
in classifica il 1° Aprile, al numero 163. Chiude la stagione come n°36. |
1995 |
Fuori dal circuito WTA. |
1994 |
Il 17 gennaio, esce dalle prime 10 ed il 27 giugno non è più in
classifica. Usufruendo di una wild card, gioca il suo unico match dell'anno
al torneo di Filadelfia, uscendo al primo turno in tre set, contro la tedesca
Anke Huber. A fine stagione, non compare in classifica. |
1993 |
A Sidney, vince il suo sesto titolo in carriera. Come nell'anno precedente,
raggiunge i quarti nei tre tornei dello Slam (Australian Open, Roland Garros e
Wimbledon), uscendo per mano della Graf. Agli US Open, esce al primo turno
contro la sconosciuta Leila Meskhi. Lascia per 14 mesi il
circuito. Termina comunque per il quarto anno consecutivo nella top-ten (n°9). |
1992 |
Raggiunge la semifinale in tre dei quattro tornei del Grande Slam (Melbourne,
Parigi, Londra). Si riconferma campionessa a San Diego, battendo la spagnola
Conchita Martinez nella finale. Conquista l'oro olimpico di Barcellona,
superando ancora la spagnola in semifinale, ma soprattutto la leader delle
classifiche, Steffi Graf in finale. Nel torneo di Miami, sconfigge Monica
Seles, interrompendo la sua striscia di 21 finali raggiunte
consecutivamente. Dopo la semifinale di Wimbledon, diventa la più giovane a
superare il montepremi di un milione di dollari, a 16 anni e 3 mesi (superata
poi da Martina Hingis). Alla terza consecutiva partecipazione al WTA Tour
Championships, raggiunge nuovamente i quarti (sconfitta nuovamente dalla
Sabatini). Chiude la stagione da n° 7. |
1991 |
Conquista due titoli (San Diego e Toronto), infilando una serie di 16 successi
consecutivi. La vittoria di San Diego, contro Monica Seles, rappresenta la più
giovane finale nel circuito WTA dell'era open (33 la somma degli anni delle due
giocatrici). Raggiunge le semifinali di Wimbledon (dove elimina la regina
Navratilova nei quarti e diviene la più giovane semifinalista della storia) e
degli US Open. Vince anche il suo primo (e per il momento unico) titolo in
doppio, a Roma in coppia con la Seles. Al Championships di fine anno,
raggiunge i quarti di finale, sconfitta dalla Sabatini. Termina la stagione
al n° 6 della classifica. |
1990 |
Fa il suo esordio da professionista il 5 marzo, al torneo di Boca Raton,
diventando la più giovane atleta a raggiungere una finale in un torneo Pro (a 13
anni e 11 mesi); sconfigge quattro test di serie, prima di perdere 6-4, 7-5
contro Gabriela Sabatini. Raggiunge la finale anche ad Hilton Head,
sconfiggendo Arantxa Sanchez-Vicario (n° 5 del mondo), prima di cedere alla
fortissima Martina Navratilova. Il 9 aprile raggiunge la 25° posizione del
ranking mondiale. Diviene la più giovane semifinalista agli Open di Parigi di
tutti i tempi (a 14 anni e 2 mesi), dove viene sconfitta dalla connazionale
Monica Seles. Raggiunge la 13° posizione in classifica. Al Championship di
Londra è la più giovane testa di serie (n° 12). A Puerto Rico vince il suo
primo titolo sul circuito professionistico, vincendo contro Zina Garrison in
finale, e diventando la quarta tennista più giovane a vincere un titolo Pro
(dopo Austin, Rinaldi e Jaeger). Diviene la più giovane giocatrice ad entrare
nelle top-ten (n° 10) a 14 anni e 235 giorni. E' anche la più giovane
qualificata per il Championships di fine stagione, a 14 anni e 8 mesi (sconfitta
da Steffi Graf al primo turno in tre set). Chiude la stagione come n° 8 del
mondo. |
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